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UN TRENO DI LIBRI PER NAPOLI



UN TRENO DI LIBRI PER NAPOLI

 

Un treno di libri per Napoli: è il nome della manifestazione letteraria di sabato 17 marzo 2007, organizzata dalla rivista Leggere:tutti.
Un treno speciale ha percorso il tragitto Roma -> Napoli, con fermate intermedie a Latina e a Formia: speciale sia per l'esclusività del trasporto, sia per la natura dei passeggeri che vi hanno viaggiato, sia, anche, per l'obiettivo o, meglio, per gli obiettivi del viaggio.

Il treno da sempre rappresenta uno dei luoghi privilegiati di due manifestazioni umane più ricorrenti nella vita di tutti noi: la lettura e l'incontro.
Quando ci accingiamo ad intraprendere un viaggio su di un treno, nella nostra borsa o valigia lasciamo uno spazio per un giornale, una rivista, un libro. Il tempo del viaggio e la condizione di staticità forzata, ci portano in maniera naturale a sfogliare le pagine di un libro, a cercare nella lettura il modo migliore di sfruttare il tempo del viaggio.
Ma il treno è anche un'occasione per incontrare e conoscere persone sconosciute tra loro, persone che magari dopo il viaggio non si incontreranno più, persone che trovano nel dialogo, nella chiacchierata spontanea, un modo per far passare, anche qui, in maniera proficua il tempo del viaggio.

Il treno speciale per Napoli è stato tutto questo: noi viaggiatori eravamo accomunati dalla passione per la lettura con la finalità di arrivare a Napoli e visitare o partecipare al Galassia Gutenberg. E quale ambiente migliore poteva essere se non un treno, un treno con scompartimenti dove è stato possibile chiacchierare con i compagni di viaggio, guarda caso, proprio di libri!
Ma è stata anche un'occasione per noi scrittori di farci conoscere, di avere un contatto diretto con i nostri lettori o potenziali tali.
Quella che segue è la cronaca di un viaggio speciale al quale vorrei dare il giusto risalto, offrendo anche delle piccole proposte per migliorare l'organizzazione del partenza del prossimo Treno di Libri.


Sabato 17 Marzo. Ore 8,00, appuntamento alla Stazione Termini di Roma. Incontro il mio accompagnatore Fabrizio e insieme ci incamminiamo verso il vagone e lo scompartimento che ci è stato assegnato. Un treno di tifosi del libro è una delle descrizioni dell'evento che avevo letto su Internet. In effetti verso il treno si stanno avvicinando diverse persone, quasi tutte senza bagaglio, dato che il rientro a Roma è previsto in serata. Io, invece, ho con me un bagaglio prezioso. Ma ne riparliamo una volta giunti a Napoli.

Ogni finestrino del treno ha l'insegna con il logo della Rivista Leggere:tutti. I vagoni, con gli scompartimenti, sono puliti e ordinati e le persone che vi salgono hanno un'aria di curiosità e di interesse per un evento nuovo al quale hanno aderito.
Tra loro, come me, ci sono diversi scrittori: alcuni più conosciuti, altri meno. Ma per il momento non è facile distinguerci (e forse anche dopo non lo è stato, o almeno non per tutti).

Il treno si riempie lentamente: alcuni scompartimenti risultano più pieni, altri meno, ma la presenza delle persone è comunque piuttosto significativa. Avevo letto che saremmo stati sul treno in 800, di cui 35 gli autori partecipanti.
Nel mio scompartimento trovo una coppia di gentili signori, Carla e Giovanni, anche loro grandi amanti della buona lettura, con i quali durante il viaggio abbiamo l'occasione per chiacchierare piacevolmente e per conoscerci.
Ripongo con cura il mio bagaglio prezioso e vado a fare un giro di perlustrazione, più che altro per capire come e dove si sarebbe svolta la presentazione del mio libro a bordo del treno.
Nel vagone successivo al mio, trovo le amiche Lilli e Alberta di LeggendoScrivendo, giunte a Roma la sera prima dalla lontana Lombardia: anche Lilli, presente sul treno come autrice, non sa bene come noi scrittori saremmo stati coinvolti. No problem, mi dico, qualcuno ce lo dirà.

Il treno parte con qualche minuto di ritardo e alcune ragazze si adoperano per consegnarci diverso materiale.

Poco dopo, con sibili inquietanti di sottofondo, dagli altoparlanti negli scompartimenti e nei corridoi si ode la voce soave di Paola Saluzzi che saluta i viaggiatori e introduce gli scrittori partecipanti all'iniziativa presentandoli rigorosamente in ordine alfabetico, come riportato sui fogli che poco prima ci hanno fornito.
Così veniamo a sapere della presenza sul treno di diversi autori che trattano generi tra loro diversi, qualcuno più conosciuto (su tutti, Luciano De Crescenzio) e qualcuno già con diverse pubblicazioni. La cosa si fa interessante, almeno per me, quando la Saluzzi introduce un autore a me molto caro: il sottoscritto.....
Capisco che la presentazione dei libri non sarà una cosa facile: infatti non ci è chiaro ancora in quale vagone si dovrebbe svolgere. Mi avventuro verso la testa del treno e dopo qualche vagone rimango bloccato da un numero significativo di persone che mi sbarrano la strada. Mi dico, ecco, sicuramente è questa la location dedicata alle presentazioni dei libri. Però, quanta gente interessata ad ascoltare...

Il mio naso sensibile (come quello del cuoco protagonista del mio romanzo...), percepisce però un odore inconfondibile: l'aroma del caffè. La barriera umana non è altro che la fila per arrivare allo scompartimento dove viene offerto il caffè!
Provo ad andare avanti e capisco che il vagone in questione sarebbe stato il luogo privilegiato dei viaggiatori del treno: oltre allo scompartimento dedicato al caffè, infatti, a seguire, ci sono quelli dedicati alla degustazione di vini, quelli dedicati ad una mostra fotografica e poi quelli dedicati alla vendita dei libri degli autori presenti sul treno.
Ancora, però, non mi è chiaro dove dovrei recarmi per la mia presentazione.

Ritorno nel mio scompartimento e i miei compagni di viaggio mi coinvolgono nel gioco dei quiz che ci sono stati consegnati in precedenza: si tratta di rispondere a delle domande scegliendo tra le tre risposte presenti, relative a Conosci Napoli, e a Conosci l'Italiano. L'esito del quiz sarebbe stato poi dato durante il viaggio di ritorno alla sera. Sul primo quiz dedicato a Napoli, tutti e quattro ci sentiamo sicuri nelle risposte da dare. Invece sul secondo quiz.... La cosa divertente è che i termini per i quali si richiede il significato sono piuttosto esclusivi e poco usati. Ad esempio, cos'è la filolacca, la lulla, lo zaratino, la querimonia, il revanscismo, l'internunzio....

Dagli altoparlanti (in alcuni vagoni purtroppo l'audio è stato del tutto assente o poco percepibile), ascolto la voce della Saluzzi che presenta alcuni autori e a seguire la voce di due attori che si alternano nella lettura di alcuni brani estratti dai libri degli scrittori poco prima presentati al microfono. Bene, mi dico, vediamo dove posso trovare questo microfono....

Mi dirigo verso il vagone del caffè, del vino, delle foto e dei libri. Lo supero: ma non devo fare ancora molta strada, infatti nella vettura successiva, la presenza di persone che si accalcano, fotografi e operatori tv, mi fanno intuire di essere arrivato alla meta. Più o meno tutti gli autori presenti sul treno fanno la fila per essere intervistati al microfono del treno dalla Saluzzi. Capisco allora che rispetto alle aspettative che mi ero fatto (ma non solo io), la presentazione si sarebbe esaurita in poche battute e poi nella lettura veloce di un brano del libro.
Mi presento ad un signore probabilmente della Redazione, il quale mi chiede di aspettare pazientemente in uno scompartimento adiacente ad una sorta di cabina adibita alle interviste. Lo spazio è quel che è e le persone sono numerose: quando mi danno il via, mi intrufolo tra i presenti per cercare di guadagnare la posizione...
E qui arriva la sorpresa: la cabina è davvero esigua, e per una persona alta non è semplice rimanerci a lungo.... non sto parlando di me, per la mia altezza la cabina in questione potrebbe essere sufficiente, ma della gentile e affascinante signora Saluzzi, la quale praticamente si è dovuta incastrare in qualche modo per rimanere ferma tutto questo tempo dentro la cabina utilizzata normalmente dal capo treno dove è presente l'ambito microfono collegato con tutti gli scompartimenti.

In ogni caso, il mio momento di gloria riesco ad averlo, e malgrado la situazione un po' precaria, accetto ugualmente la cosa con entusiasmo, capendo anche la difficoltà da parte dell'organizzazione di adeguare l'evento ai tempi del viaggio e alle esigenze degli autori, in un contesto diverso dal solito e con risorse non del tutto prevedibili (tipo di vagoni, microfono fisso, altoparlanti difettosi, ecc.).

Napoli si avvicina. Ritorno al mio posto. Dagli altoparlanti ci dicono che una volta arrivati a Napoli Centrale, avremmo potuto raggiungere Galassia Gutenberg o con il tram 1 o con i taxi che per l'occasione ci avrebbero portati in Fiera per soli 6 euro. Peccato che non si è più realizzato quanto era stato indicato sul manifesto di promozione dell'evento del treno: arrivo a Mergellina e imbarco su di un aliscafo per la Stazione Marittima, location della fiera letteraria.

Prendo il mio prezioso bagaglio e scendo dal treno. Ma cosa c'è di tanto prezioso nel mio bagaglio? Semplicemente una borsa termica contenente la preparazione gastronomica che avrei offerto durante la presentazione del mio libro a Galassia: baccalà mantecato alla veneziana, la cui ricetta è presente nel mio romanzo Una spia tra i fornelli. Pane affettato, attrezzi per spalmare e per servire, tovaglioli di carta, un grembiule da cucina con ricamo personalizzato con il mio nome e il titolo del libro, appunti e una copia del mio libro, completano la preziosità del mio bagaglio.

La giornata in Fiera passa velocemente: la mia presentazione o, meglio dire, rappresentazione (presso lo stand della mia Casa Editrice TracceDiverse - Michele Di Salvo Editore), riesce molto bene: per richiamare l'attenzione dei visitatori sfrutto le doti vocali e recitative che spesso in queste circostanze mi aiutano a mettermi in evidenza. Tra una battuta, una fetta di pane con il baccalà mantecato, un bicchiere di vino, alcune pillole del libro e del suo contenuto, una chiacchierata con i visitatori interessati ad ascoltarmi oltre che ad assaggiarmi, riesco a fare una presentazione del libro, sicuramente poco canonica, ma credo ugualmente efficace (foto visualizzabili con questo link: http://www.cucinet.com/index.php?module=My_eGallery&do=showgall&gid=26&p= ).
L'incontro in Fiera con amici e compagni di scrittura, Pat e Romolo fra tutti, contribuisce a rendere ancor più speciale la giornata.

Il ritorno in stazione nel pomeriggio, non prima aver fatto una tappa ad una pasticceria napoletana per calmare la crisi di astinenza da babà e sfogliatelle, è l'occasione per ritrovare il treno e i compagni di viaggio conosciuti la mattina.

Il viaggio di ritorno a Roma è un po' più lento o almeno è così che ci sembra. La stanchezza si fa sentire: negli scompartimenti qualcuno sonnecchia, qualcun'altro parla dei libri acquistati in fiera, altri ancora decidono che è giunta l'ora dell'aperitivo e si dirigono quindi verso la degustazione dei vini.
Giovanni e Carla, i nostri compagni di viaggio, carinamente ci offrono un buon bicchiere di Refosco. Io ricambio offrendo dei consigli gastronomici ma anche parlando della mia scrittura creativa.

L'arrivo a Roma conclude così una giornata molto intensa e, almeno per me, molto interessante.

Credo che l'evento del treno vada ripetuto, magari anche per altre destinazioni. La presenza di vagoni con scompartimenti, se da una parte facilita l'incontro con altri compagni di viaggio, dall'altra sacrifica molto gli spazi che potrebbero essere usati per le presentazioni degli autori.
Piuttosto che concentrare gli scrittori e le loro presentazioni verso un unico punto del treno, potrebbe essere più efficace dividerli in diversi vagoni, magari con i posti a sedere aperti (senza gli scompartimenti, per intenderci), in maniera da creare una sorta di spazi culturali dove uno o più autori si alternano durante il viaggio e presentano, anche con reading, il proprio libro. Così i lettori interessati possono muoversi durante il viaggio e scegliere quale spazio culturale presenziare.

Anche gli spazi di degustazione e di vendita di libri, li penserei distribuiti in diversi vagoni e non concentrati in un'unica vettura, in maniera da evitare assembramenti che non permettono di soffermarsi davanti ai libri o alle mostre presenti.

In ogni caso, l'eventuale (e comunque minimo) disagio che potremmo aver avuto è stato compensato dalla novità e dall'atmosfera che si è creata a bordo del treno. Sono convinto che Leggere:tutti farà tesoro di questa prima esperienza per poter proporre il prossimo viaggio in maniera ancor più entusiasmante.

Ops... quanto ho scritto.... quasi quasi da grande faccio lo scrittore.......

Ad Majora!

Gae

 
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