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« La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri. E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto. Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà. Mi piacciono i barboni. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore. »



Contenuti in evidenza Le ragazze di Kobane. Sono donne, sono curde, sono le partigiane del terzo millennio. Oggi sono ancora piú sole.

 
"Io vado, madre.
Se non torno,
sarò fiore di questa montagna,
frammento di terra per un mondo
più grande di questo.
Io vado, madre.
Se non torno,
il corpo esploderà là dove si tortura
e lo spirito flagellerà,
come l’uragano, tutte le porte.
Io vado madre.
Se non torno,
la mia anima sarà parola
per tutti i poeti."

Abdullah Goran, poeta Curdo



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Il film racconta la storia dello scoutismo italiano, la intreccia alle grande vicende storiche dell’Italia prerepubblicana e prova a centrare la propria narrazione su valori oggi fortemente in crisi, ma quanto mai necessari come la partecipazione sociale e quella politica. Nel corso del ventennio fascista tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del duce, compresa l’associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti detto Baden, e Giulio Cesare Uccellini detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base. Il fascismo non li ignora, li segue, li spia, ma ostacoli e violenze non fermano le Aquile. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al Movimento Scout clandestino che supporterà la Resistenza fino alla fine della guerra.
Presentato in anteprima a Giffoni 2019, dove ha registrato un successo di pubblico e critica, “Aquile Randagie” arriva nelle sale italiane con un’uscita-evento dal 30 settembre al 2 ottobre.

Cliccare qui per un approfondimento storico sulle Aquile Randagie


cliccare qui o sull'immagine per visualizzare il trailer ufficiale
e le info sulle sale cinematografiche



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"Dall’America all’Europa all’Italia sembra uscire allo scoperto, fomentato da politici e media irresponsabili e amplificato dai pareri espressi sui social media, un clima aperto di razzismo e xenofobia, come se l’espressione di odio razziale nei confronti dei migranti o delle minoranze, anche con linguaggi e gesti violenti, non fosse più un tabù ma una legittima opinione." Scrive così Vittorino Andreoli, famoso psichiatra italiano nonché scrittore e poeta. Le parole di Andreoli mi hanno colpito molto e mi hanno ricordato "Er nemico", una famosa poesia di Trilussa che, pur scritta nel 1919, appare  drammaticamente attuale.



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[Virgilio, Eneide, Libro I 538-543]: "Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

 "In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.
Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli dèi, memori del giusto e dell’ingiusto."



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Ho voluto aderire al Manifesto per la costituzione di una lista unica delle Forze Politiche e Civiche Europeiste alle Elezioni Europee 2019. Si tratta di una grande occasione per coinvolgere il più ampio numero di cittadini a un progetto che possa contrastare l'antieuropeismo e il sovranismo illiberare che si sta diffondendo in Italia e non solo.

« Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione democratica nel cuore dell’Occidente. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati.
L’obiettivo non è conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent’anni.
Le forze da mobilitare per la costruzione della nuova Europa sono quelle del progresso, delle competenze, della cultura, della scienza, del volontariato, del lavoro e della produzione. »

 

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Siamo alla fine del 2018 e proiettati verso il 2019. Personaggi molto più autorevoli di me, ma anche meno autorevoli, si alternano per presentare le loro analisi, i loro bilanci e i loro commenti sul 2018 e gli auspici per il nuovo anno. Da parte mia, provo a offrire un mio piccolo contributo, giusto per condividere delle riflessioni con chi vorrà spendere un paio di minuti per leggermi. A tutti auguro il meglio per il nuovo anno, soprattutto auguro di vivere con gusto che è un'ottima medicina per sentirsi vivi !!

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La parola Pasqua deriva dall'ebraico Pesach, che significa passare oltre, tralasciare. Un passare oltre che permette di rinnovare lo spirito, le emozioni, la fede. Il mio augurio di Buona Pasqua è quindi un invito al rinnovamento, per lanciarci oltre i nostri limiti, i nostri confini, provando quell'entusiasmo e quell'eccitazione che nascono facendo nuovi incontri e affrontando nuove imprese. Auguri !!
Gaetano Taverna - www.cucinet.com - La Scrittura del Gusto


 



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"Oltre il confine dà sin troppo l'idea del mondo in cui viviamo per non tenerne conto. Un mondo in cui fino a qualche decennio fa molti confini sembravano sul punto di svanire e oggi invece si moltiplicano. Un mondo in cui fino a qualche tempo fa i muri sembravano voler cadere giù, e oggi si torna a volerli costruire."
Nicola Lagioia, scrittore e Direttore Editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino, racconta il manifesto disegnato da GIPI (Gian Alfonso Pacinotti) per l'edizione 2017 della manifestazione.

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