Home page - LE INDAGINI DELL'ISPETTORE DE GUSTIBUS - L'ISPETTORE DE GUSTIBUS INCONTRA IL DOTT. LUIGI SCHIAVO
  Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa
L'ISPETTORE DE GUSTIBUS INCONTRA IL DOTT. LUIGI SCHIAVO



L'ISPETTORE DE GUSTIBUS INCONTRA IL DOTT. LUIGI SCHIAVO

Salve,
sono l’Ispettore De Gustibus e sto investigando sui personaggi che popolano il mondo dell’enogastronomia.
Oggi voglio indagare su quegli specialisti a cui, ahimè, siamo costretti a rivolgerci quando ci accorgiamo che il nostro fisico non sembra gradire quanto degustiamo, in poche parole, su quelle persone che rappresentano l’incubo dei golosi e degli amanti estremi del gusto, i Dietologi... Vediamo se riusciamo a conoscerli meglio...

 

Allora, mi dica il suo nome e quali sono le sue origini.

Mi chiamo Luigi Schiavo e sono nato a Newark (New Jersey) USA il 21 Maggio 1975. Dall’età di 6 anni vivo in provincia di Caserta.

 

Mi descriva la sua attività e dove la esercita.

Sono un Biologo Nutrizionista ed esercito in Campania e nel Lazio; in particolare i miei studi si trovano a Caserta, Marcianise (CE), Lusciano (CE) e Roma.

 

Quale è stato il suo percorso professionale?

Dopo gli studi classici, ho conseguito la Laurea in Scienze Biologiche (indirizzo Fisiopatologico). Successivamente ho svolto un periodo di ricerca all’estero presso l'unità di Neuroendocrinologia Riproduttiva del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della Yale University School of Medicine, New Haven, Connecticut, (USA). Dopo l’abilitazione alla professione di Biologo, sono risultato vincitore di una borsa di studio di durata triennale per il Dottorato di ricerca in "Scienze della Terra e della Vita" presso l'Università degli Studi del Sannio (Benevento) e nel 2006 ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca [PhD] nel settore della Fisiologia, Endocrinologia e Metabolismo presso lo stesso Dipartimento.
I continui aggiornamenti professionali, che riguardano soprattutto la nutrizione pediatrica e adolescenziale, la nutrizione dello sportivo agonista e amatoriale e l’evoluzione delle tecnologie dietetiche e dieto-terapiche, mi permettono di affrontare nel migliore dei modi i casi di sottopeso, sovrappeso e obesità con i quali ogni giorno mi confronto.

 

Una domanda che porgo sempre ai miei indagati... Se prova a tornare indietro con la memoria, quando ha capito che questa doveva essere la sua strada? Magari è rimasto folgorato da qualcosa o da qualcuno?

In realtà la mia carriera è iniziata all’Università, dove mi occupavo di ricerca scientifica in ambito metabolico con particolare riferimento all’effetto degli ormoni tiroidei sul metabolismo energetico. Poi il periodo passato negli Stati Uniti e in particolare la realtà con la quale mi sono scontrato (percentuale di obesità molto elevata associata a problematiche metaboliche, cardio-vascolari, ecc.), mi ha avvicinato molto alla clinica, e quindi il mio interesse si è maggiormente rivolto alla nutrizione applicata e alla divulgazione dell’educazione alimentare.

 

La sua giornata tipo?

Una parte della mia giornata la dedico allo studio e all’aggiornamento professionale e, in periodi dell’anno prefissati, a progetti di educazione alimentare che svolgo nelle scuole. Chiaramente l’80% della mia giornata professionale è dedicata ai miei assistiti che seguo personalmente nei miei studi dall’inizio alla fine della dietoterapia.

 

Spesso ci rivolgiamo al Dietologo per risolvere un problema, ad esempio, di sovrappeso (e non solo). Della serie... “meglio prevenire che curare...”, ma è davvero così difficile parlare di prevenzione nella nostra alimentazione?

Parlare di prevenzione non è sempre semplice, in quanto la maggior parte delle persone sono interessate ad ascoltare, ma incapaci di poter mettere in atto i consigli dati. Quando poi la dieta diventa non più un opzione, ma una necessità, le cose cambiano e purtroppo, a quel punto, la prevenzione non è più sufficiente e lascia il passo alla cura. Il concetto di prevenzione che propongo, anche in maniera stressante, soprattutto alle giovani generazioni, è basato sul concetto di “corretto stile di vita nutrizionale”, non inteso come sofferenza, privazione e contrasto con il cibo, bensì come riscoperta del giusto “peso” degli alimenti, evitando che gli stessi siano utilizzati come mero strumento di gratificazione e/o di punizione, anziché come “benzina vitale” che il nostro organismo deve utilizzare per il corretto funzionamento della nostra macchina corporea.

 

Tralasciando, per un attimo, la necessità di una dieta per patologie particolari, intolleranze, diabete, ecc., perché, e quando, dovremmo rivolgerci a un Dietologo?

Molte persone si rivolgono al nutrizionista solo dopo che hanno scoperto di avere un problema legato all’alimentazione, ma, negli ultimi anni, sono in aumento anche i soggetti o le famiglie che si rivolgono a me per avere dettami precisi sulla corretta alimentazione e soprattutto per costruire dei piani alimentari che si inseriscano bene nel contesto della loro vita e della loro attività lavorativa. A loro ripeto sempre: quando una persona segue una dieta si possono ottenere buoni risultati, ma se anche la dieta segue la vita della persona i risultati saranno, di certo, ottimi!

 

Secondo lei, in Italia, c’è un’attenzione, una sensibilità diffusa, sul concetto di “educazione alimentare”?

Penso di si, soprattutto negli ultimi anni, dove sia a livello Regionale che a livello di Amministrazione Centrale, sono sempre di più i progetti e le manifestazioni legate alla divulgazione dell’educazione alimentare.

 

 

Quali sono gli alimenti a cui, a suo parere, non dovremmo rinunciare mai?

Partirei dal presupposto che, secondo me, non esistono alimenti che fanno bene o che fanno male, ma solo cattivi utilizzatori, ovvero molto spesso gli alimenti ci fanno male perché siamo noi a utilizzarli male. È chiaramente risaputo che un'alimentazione ricca di frutta, verdura, pesce, cereali e legumi e moderata in proteine della carne sia da consigliare, ma senza demonizzare nessun alimento.

 

Per contro, secondo lei, quali sono gli alimenti a cui, invece, è opportuno rinunciare anche perché non così necessari?

Sicuramente i grassi saturi, ma senza demonizzazioni in quanto una certa quota è indispensabile per il nostro organismo. Non sono indispensabili, invece, i cosiddetti grassi "trans" (trans fatty acids), che possono essere tranquillamente eliminati dalla dieta poiché, da un lato possono essere considerati vere e proprie sostanze tossiche, dall'altro sono contenuti in prodotti talmente di scarsa qualità da renderne insensato il consumo.
Per farlo, basta eliminare i prodotti contenenti margarina e grassi e oli (parzialmente) idrogenati: da tenere sotto controllo biscotti, dolci, merendine, gelati, prodotti di pasticceria, prodotti surgelati e liofilizzati. Quindi occhio alle etichette alimentari dei prodotti che compriamo!

 

Tra uomini e donne, chi, in base alla sua esperienza, è più attento nel seguire una dieta?

Gli uomini e le donne hanno innanzitutto un diverso approccio alla dieta. Gli uomini, infatti, spesso si rivolgono a me solo se realmente spinti da una esigenza medica (ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia, diabete, ecc); le donne invece, sono, a mio parere, “geneticamente predisposte” per essere in lotta con il peso, per cui cercano in tutti i modi di vincere la battaglia con la bilancia. Fortunatamente spesso risultiamo vincitori.

 

Senza entrare nei particolari, nella sua carriera professionale, qual è stato il caso che le ha dato una grande soddisfazione?

Non le nascondo che i casi di obesità patologica sono quelli che mi intrigano di più, in quanto spesso conseguenza di numerosi fattori (alimentari, genetici, ambientali, ormonali, ecc.). Allo stesso modo, il riequilibrio nutrizionale dei disturbi del comportamento alimentare rappresenta per me, ma credo anche per tutti i colleghi che trattano i DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), una sfida professionale importante. In entrambi i casi vi assicuro che il soggetto in questione si trova in un “Purgatorio Dantesco” in bilico tra il salire in paradiso oppure scendere all’inferno. Due casi a me cari sono: Alessandro (da 160 Kg a 71 Kg) e Luisa (da 39 Kg a 56 Kg). Entrambi sono tornati a vivere!

 

Secondo lei, in Italia, c’è differenza nell’alimentazione tra Nord e Sud?

Sicuramente si, soprattutto dal punto di vista qualitativo.

 

L’Italia si è sempre distinta per la qualità della Dieta Mediterranea. Per contro, però, negli ultimi tempi si stanno diffondendo delle abitudini alimentari “importate” da altri paesi occidentali e non solo. Qual è il suo giudizio a proposito?

Semplice. La nostra dieta Mediterranea è apprezzata in tutto il mondo ed è ormai divenuta protocollo dieto-terapico riconosciuto. Purtroppo ancora oggi molte persone si lasciano “abbindolare” dalla dieta di turno che promette facili risultati in tempi brevissimi. Credetemi, in dietologia non esistono bacchette magiche.

 

 

 

Parliamo di intolleranze alimentari. Si può dire che siano sempre più diffuse, soprattutto tra i bambini, oppure rientrano in una casistica già nota, per la quale ora c’è più sensibilità (soprattutto tra i genitori) e più facilità di essere diagnosticate?

Negli ultimi anni, i casi di allergie e intolleranze alimentari (che vi ricordo sono due patologie ben distinte), sono di certo in aumento e credo che la motivazione sia proprio da ricercare nella maggiore sensibilità e conoscenza di queste patologie, anche se, nel caso delle intolleranze alimentari, si fa ancora oggi molta confusione. Ricordo che solo in caso di celiachia (intolleranza al glutine) e di deficit di lattasi (intolleranza al lattosio) esistono test clinici attendibili e diagnostici. In altri casi di sospetta intolleranza è solo la storia clinica del paziente che può orientare il nutrizionista verso una probabile diagnosi; purtroppo, infatti, i test in commercio non sono attualmente attendibili.

 

Parliamo di vino. La moderazione deve essere una prassi costante, però, quando si parla di diete, sembra che il “nettar divin” venga demonizzato eccessivamente. Qual è il suo parere?

Molto semplice: un buon bicchiere di vino non hai mai fatto male a nessuno e mai lo farà! Come in tutto ciò che riguarda la nutrizione umana il troppo “storpia”, il troppo poco “deprime”, la giustezza “gratifica” .

 

Appare ovvio che l’obesità sia figlia dei nostri tempi, ma anche l’anoressia, a mio avviso, è figlia spesso della mitizzazione di modelli mediatici, soprattutto tra gli adolescenti. Vuole dire qualcosa a tal proposito?

Purtroppo viviamo nell’epoca dell’apparire magri a tutti i costi e ciò non facilita il compito dei nutrizionisti che in qualità di educatori cercano di spiegare ai giovani i dettami di una corretta alimentazione. Spesso, quando mi capita di assistere ragazze e ragazzi anoressici dico loro: sono d’accordo che si voglia avere un bel fisico, l’importante che ci sia anche un corpo sano! Purtroppo in casi di anoressia, tale associazione non è quasi mai rispettata in quanto l’organismo viene completamente disequilibrato e riportare l’equilibrio psico-fisico non è sempre semplice.

 

In periodo di crisi economica, secondo lei, gli italiani hanno cambiato le loro abitudini alimentari, facendo a meno di determinati alimenti, oppure, peggio, preferendo alimenti di bassa qualità perché economici?

Purtroppo alcune ricerche indicano che una delle cause dell’obesità è proprio da ricercare nella crisi economica almeno per due motivi: in primis, molte persone preferiscono comprare e consumare prodotti che costano di meno, ma di bassa qualità nutrizionale, in quanto ricchi di grassi e zuccheri; in secondo luogo le difficoltà economiche associate all’incertezza lavorativa è tra le prime cause di distorsione nell’utilizzo degli alimenti, in quanto spesso si cerca gratificazione nell’alimentazione e nell’uso eccessivo di alcool.

 

Ora le farò la domanda che immagino tutti vorrebbero porre a un Dietologo. Lei, di cosa è goloso?

Mi piace molto la cucina semplice e poco i piatti elaborati; mi piace molto il pesce e il mio piatto preferito è infatti il Risotto alla Pescatora.

 

 

 

Quando va in un ristorante, la sua scelta dei piatti è più condizionata dalla gola o dalle sue competenze professionali?

Certamente dalla gola e cerco di convincere i miei assistiti a fare lo stesso dicendo loro: andare una volta al mese al ristorante e consumare piatti succulenti e gratificanti fa dimagrire di più che stare a casa tutti i giorni e nutrirsi in modo sconsiderato. In altre parole, non è quella cena al ristorante che fa ingrassare, ma le altre trenta cene a casa.

 

Se vuole, può rilasciare una dichiarazione spontanea, meglio ancora un consiglio per i degustatori di CuciNet.Com.

Carissimi lettori di CuciNet.Com, l’alimentazione non è solo il mezzo che il nostro organismo utilizza per “rifornirsi di carburante”, ma è, e deve essere, soprattutto un mezzo per permettere ai nostri organi di funzionare bene. D’altronde da quando nasciamo a quando moriamo l’unica cosa che non possiamo decidere di non fare è proprio alimentarsi, per cui meglio cercare di farlo nel giusto modo. Spesso mi capita di incontrare pazienti che mi dicono: “Dottore, a me piace molto mangiare". A loro rispondo: "Benissimo, se mangia bene il suo piacere sarà soddisfatto per più tempo in quanto camperà più a lungo!!! ".

La ringrazio. Per adesso la lascio andare, ma non si illuda: l'Ispettore De Gustibus la osserverà con molta attenzione... e riguardo a questa indagine... mi raccomando... vino in bocca...


Chi desidera, può seguire il Dott. Schiavo nella rubrica "Il nutrizionista risponde" nel sito Lo Spicchio d'Aglio: clicca qui.

Ringrazio il Dott. Luigi Schiavo per la gentile disponibilità e la Redazione de Lo Spicchio D'Aglio - www.lospicchiodaglio.it.

 

 
Home page - LE INDAGINI DELL'ISPETTORE DE GUSTIBUS - L'ISPETTORE DE GUSTIBUS INCONTRA IL DOTT. LUIGI SCHIAVO