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Non mangio mai ostriche. Il cibo mi piace morto. Non malato, nè ferito, morto. -- Woody Allen » Le indagini dell'Ispettore De Gustibus
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Dal giorno 02 Gen 2007 |
L'ISPETTORE DE GUSTIBUS INCONTRA SIMONE CARGIANI* Letture:: 151 *![]() Salve,
Allora, mi dica il suo nome e quali sono le sue origini.
Quale è la sua attività e dove la esercita.
Quale è stato il suo percorso professionale?
Una domanda che porgo sempre ai miei indagati... Se prova a tornare indietro con la memoria, quando ha capito che questa doveva essere la sua strada? Magari è rimasto folgorato da qualcosa o da qualcuno? Non c’è stato un momento preciso, anche se i primi segnali li ho dati molto prematuramente. Amici dei miei genitori, quando mi incontrano ancora oggi raccontano di quando, nel bel mezzo di un pranzo domenicale all’aperto, rimasi l’unico a non staccarmi dal piatto di tagliatelle al ragù nonostante il temporale che aveva costretto tutti gli altri al riparo… avevo 3 anni.
La sua giornata tipo?
Parliamo prima del vostro prodotto principale, Roma nel Piatto: a parte essere esclusivamente indirizzata ai locali di Roma e della sua provincia, mi indichi tre elementi che la contraddistinguono rispetto alle Guide più famose.
Un po’ di numeri: la Guida viene rinnovata annualmente. Avete idea di quante copie vengono vendute annualmente? Diciamo che sommando le vendite di tutti i canali - librerie, edicole, musei, negozi, supermercati, fiere e internet – siamo prossimi alle 10.000 copie all’anno.
Per quanto riguarda i contenuti, come è cresciuta, negli anni, la vostra Guida?
Non è stato facile, ma di anno in anno abbiamo notato che sempre più giornalisti hanno capito il nostro approccio “talebano” a questo mestiere e hanno scritto degli articoli su di noi. Penne del calibro di Luca Zanini, Gianni Mura e Tommaso Farina hanno scritto bei pezzi in cui mettevano in risalto le nostre peculiarità.
Ed ora passiamo a lei. Quando si leggono le recensioni sulle Guide, tutti si chiedono come funziona... Si immagina che il famigerato ispettore avvisi preliminarmente la sua visita... Che mi dice a proposito? In parte ho già risposto. Ovviamente non avvisiamo! Prenotiamo con falso nome e neanche al termine della cena diciamo chi siamo, in modo da non “bruciarci” il ristorante.
Altresì, si immagina che l’ispettore non paghi nulla per la consumazione, ovvero che il locale offra il pranzo o la cena come gesto di cortesia... No, anche questo non è vero. Non conoscendoci ovviamente non offrono il conto ed abbiamo tutte le fatture in grado di provare l’avvenuta visita e il pagamento; naturalmente non sono intestate a La Pecora Nera Editore, ma abbiamo registrato un’altra sigla che per ovvii motivi non svelo…
Ampliando con l’immaginazione, si pensa che siano gli stessi locali a chiedere la visita di un ispettore e magari contribuiscono solidalmente per garantirsi un giudizio favorevole o una forma di pubblicità indiretta...
Come scegliete i vostri... obiettivi e come funziona... l’aggancio... Ad inizio anno diramiamo a tutti i nostri collaboratori (siamo in 12) una lista di circa 600 locali scelti secondo vari criteri: innanzitutto confermiamo quelli che ci avevano ben impressionato nell’edizione precedente, poi ci documentiamo sulla stampa di settore e sui vari forum su internet, oltre che attraverso le segnalazioni che i lettori ci inviano. La nostra forza sta nel fatto che provando realmente tutti i locali inseriti, possiamo permetterci di dar seguito alle segnalazioni più disparate: se provenivano da ristoratori camuffati da lettori, poi ce ne accorgiamo sul campo…
Ogni Guida, ma anche ogni singolo ispettore, ha un proprio metro di giudizio. Mi dica brevemente il suo.
Quando riproponete nella Guida un locale già presente nel numero pubblicato l’anno prima, significa che l’avete nuovamente visitato oppure vi affidate a recensioni effettuate con modalità diverse? Tutti i locali presenti nella guida sono stati recensiti nuovamente dopo l’uscita dell’edizione precedente.
Deve sapere che io sono un curioso per natura... quali sono i locali che a Roma, in base ai vostri giudizi, rappresentano il TOP? Me ne indichi almeno 3. Leggo dalla Guida 2010: La Pergola 9½, Il Pagliaccio 9-, Il Convivio Troiani e Open Colonna 8½. Nell’edizione in preparazione, la 2011, ci saranno delle novità, ma preferisco mantenere un po’ di suspance…
Generalmente, se si desidera ricercare l’eccellenza, si deve essere disposti a pagare, ma il rischio è quello che forse più che pagare “un’eccellenza di fatto” (per le materie prime utilizzate, per l’elaborazione dei piatti, per la professionalità e l’esperienza degli addetti), a volte si paghi “un’etichetta di eccellenza” (per la moda del momento, per i personaggi che frequentano il locale, ecc.). Sono perfettamente d’accordo e quando questo avviene cerchiamo di segnalarlo molto chiaramente nelle schede.
In quel caso lo fu e generalmente lo è. Se poi si inizia ad attingere a piene mani dalla cantina, allora il discorso cambia e certe cifre diventano pure giustificabili, anche se personalmente mai berrei una grande bottiglia in un ristorante, visti i ricarichi.
Per come conduciamo il nostro lavoro, spesso entriamo in rotta di collisione con i ristoratori. Ne nascono lunghe polemiche, a volte senza fine. Una delle ultime avvenne con i gestori di un ristorante, ora chiuso, di San Lorenzo. Il ristoratore mi scrisse lo stesso virgolettato che riporta lei, la risposta fu la seguente (ovviamente tenete in considerazione il contesto…): “Il film Ratatouille, sono d’accordo con lei, per certi versi è illuminante sul mondo della ristorazione e della critica di settore. La frase che ha riportato è sicuramente d’effetto, di quelle che pronunciate con una musica di sottofondo adeguata rischierebbero addirittura di far commuovere l’interlocutore. Ma analizziamola un attimo. In pratica, se la si porta alle estreme conseguenze, significa che se uno va a mangiare in un posto da ufficio d’igiene e prova dei piatti avariati, nello scrivere che è un posto che fa schifo ha meno anima di chi ha compiuto quello scempio. Io la vedo diversamente. Sicuramente dietro al vostro lavoro c’è passione e quindi i piatti che escono dalla cucina di un ristorante sono il prodotto di anni di sperimentazione e tradizioni magari centenarie. Lo stesso si può benissimo celare dietro il lavoro di chi ha scelto di pubblicare un’editoria di nicchia, lontano anni luce dalle mode (copertine patinate, foto suggestive, eventi dove tutti si conoscono e si prendono sotto braccio, cuochi e critici, pubblicitari e editori, e via dicendo).”
All’estero, le Guide Gastronomiche hanno un ruolo molto importante, anzi, spesso condizionano le scelte degli operatori come anche degli stessi consumatori. In Italia, invece, considerando che rappresentiamo la Patria del Gusto per antonomasia... esiste questo condizionamento e in che misura? Sì e no. Sì perché chi compra una guida si presume che lo faccia per essere consigliato e quindi tenderà a visitare i ristoranti le cui recensioni per qualche motivo lo hanno colpito. E’ anche vero, però, che in Italia ci sono 56 milioni di commissari tecnici e altrettanti grandi gourmet: ognuno pensa di essere un esperto e quindi tende ad affidarsi meno che all’estero ai consigli altrui.
Coraggio... mi sveli di cosa è goloso.
Se vuole, può rilasciare una dichiarazione spontanea, meglio ancora mi descriva i suoi progetti e quelli della Guida. In autunno usciremo con l’edizione 2011 di Roma nel Piatto e con quella della sorella minore, Roma per il Goloso, una guida informativa alle botteghe del gusto della Capitale. Abbiamo invece appena pubblicato “Alla Scoperta del Gusto – Viaggio tra i sapori e le tradizioni del Lazio”, una guida molto originale di itinerari golosi all’interno della regione. In primavera probabilmente riproporremo “Terrazze Gourmet”, la guida bilingue sulle terrazze di Roma che nei mesi scorsi ha venduto benissimo. Abbiamo poi dei progetti non cartacei sui quali mantengo un po’ di riserbo. Nel frattempo, la invito a visitare i nostri siti www.romanelpiatto.it e www.lapecoranera.net .
La ringrazio. Per adesso la lascio andare, ma non si illuda: l'Ispettore De Gustibus la osserverà con molta attenzione... e riguardo a questa indagine... mi raccomando... vino in bocca... |