Come è bello ora, molto più bello, Seppure avviato a morire tra breve, Com'è bello, mille volte più bello Che non a primavera o d'estate, Com'è bello d'autunno il fogliame. Quanta gioia a vagare Lungamente fra i boschi: Vedere i vecchi alberi Che tutto l'antico splendore Esprimono. Che cosa vi accade, Amici, che tanta gioia mi date? Sospirate, come sospira l'anima Che, libera di colpa, Dalla terra ascende al cielo E sciolta dall'eterno soffrire, Senza lacci, questa vita e questa Valle sta per abbandonare? Forse, per questo ogni vostra foglia Di tanta grazia si tinge? Ogni vostra foglia Di abito nuziale si è vestita, Per avviarsi finalmente al riposo? Morente fogliame d'autunno, Alberi d'ottobre, insegnatemi questo.
| Specialmente se il vento d'Ottobre Con gelide dita i miei capelli punisce, Afferrato dal sole che aggriccia sul fuoco cammino E getto un granchio d'ombra sulla terra, Sul fianco del mare, uno strepito udendo d'uccelli, Udendo il corvo tossire su invernali stecchi, L'attivo mio cuore mentre lei parla palpita, Sparge il sillabico sangue, le sue parole assorbe. Chiuso dentro una torre di parole, segno Sull'orizzonte camminare come gli alberi Le forme verbose delle donne, e dentro il parco Le file dei fanciulli dai gesti stellari. Alcuni mi lascian crearti col vocalizzo dei faggi, Alcuni con la voce delle quercie, dalle radici Dirti le molte note di contee spinose, Col linguaggio dell'acqua altri crearti. Dietro un vaso di felci l'orologio oscilla, E dell'ora mi dice la parola, il significato nervoso Vola sul disco frecciato, declama il mattino, Mi narra tempo al vento col gallo della banderuola. Alcuni mi lascian crearti coi segni del prato; Tutto ciò che conosco l'erba segnale mi dice Ed attraverso l'occhio penetra col verminoso inverno. Alcuni mi lasciano dirti i peccati del corvo. Specialmente se il vento d'Ottobre (Alcuni mi lascian crearti d'incanti autunnali, Lingua di ragno, sonora collina del Galles) Con pugni di rape punisce la terra, Alcuni mi lascian crearti con impietose parole. disseccato il cuore che, sillabando nello sgambettio Di alchemico sangue, avvertì della furia in cammino. Sui fianchi del mare puoi udire gli uccelli dai cupi vocalizzi. | Un tempo, era d'estate, era a quel fuoco, a quegli ardori, che si destava la mia fantasia. Inclino adesso all'autunno dal colore che inebria; amo la stanca stagione che ha già vendemmiato. Niente più mi somiglia, nulla più mi consola, di quest'aria che odora di mosto e di vino di questo vecchio sole ottobrino che splende nelle vigne saccheggiate.
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