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RUGBY & BIRRA: MATRIMONIO PERFETTO !



RUGBY & BIRRA: MATRIMONIO PERFETTO !

Rugby e Birra: non mi sembra che esista un altro sport che sia così legato o che abbia un connubio così stretto con una bevanda. E che bevanda! Le immagini dei tifosi che cantano l’inno della propria nazione alzando un boccale di birra prima di una partita di rugby non credo che possano essere superate, in termini di messaggi “subliminali”, dalle migliori pubblicità sulla birra che possiamo aver visto.

Birra e rugby: è come se parlassimo di un rapporto indissolubile, non so, tipo Giuletta e Romeo. Insieme per sempre.
I terzi tempi innaffiati o inondati di bottiglie o boccali di birra: chi ha giocato, sa cosa significa.
E ne vogliamo parlare dei locali, dei pub, dove se bevi una birra e non parli di rugby è meglio che te ne vai? Anche se non sei un esperto del rugby: sei sempre il beneaccetto, basta che parli di rugby! E’ quello che è successo a me in Galles, a Cardiff, poco dopo la vittoria dell’Italia con il Galles al Sei Nazioni del 2003.
Al centro di Cardiff, c’è uno dei più tradizionali e storici pub gallesi: l’Old Arcade. Entro per bere una birra dopo una giornata di lavoro in ufficio. Come entro, percepisco subito nell’aria una strana atmosfera. Qualcosa che sa di tempi passati.
Non so che birra bere e sto per ordinare una classica Guinness. Un paio di persone mi adocchiano e mi dicono di lasciar stare le birre irlandesi. Mi porgono allora una pinta di una birra dal colore ambrato. Una delizia.

Ovviamente si tratta di una Brains, la birra classica gallese! E’ bella fresca e sembra leggera. La mando giù perché ho una sete del diavolo, ereditata da un pranzo in ufficio da far pena. Si beve e si parla. Il mio inglese fa pena, ma anche il loro accento non è da meno. Ma ci capiamo ugualmente: potere della birra! 
Finisco la mia birra e solo ora mi accorgo che le pareti del pub sono tappezzate da foto, maglie, poster, inneggianti ovviamente al rugby. Ma anche palloni, trofei, medaglie. Mi vedono interessato alle foto e mi chiedono se mi piace il rugby.

Ora, sono proprio questi i momenti vitali dove una tua risposta o una tua frase possono far accadere qualcosa. Se dicessi che è uno sport che non mi interessa, la cosa peggiore che mi possa capitare è che quell’atmosfera magica che si è creata tra persone amanti della birra, si dissolva improvvisamente lasciandoci probabilmente indifferenti. Ma non dico questo. Affermo invece che mi piace e anche molto.
Ora, se in un pub gallese, ma credo anche in uno scozzese o irlandese (degli inglesi non ne parlo, poi vi dirò perché), tu dici che ti piace il rugby o, anche se non è il mio caso, che ci hai giocato o che ci giochi ancora, beh, aspettati di tutto. Nel mio caso, sono “costretto” a bere altre tre pinte di birre (sempre lo stesso tipo, perché di birra, come mi hanno insegnato in Galles, ne puoi bere tante, ma senza mischiare mai). Ad un certo punto mi metto a parlare in italiano, forse anche in siciliano (la mia “lingua” natia...). Ma è come se mi capissero ugualmente. Si parla di rugby, del match del Sei Nazioni, del prossimo campionato del mondo e degli inglesi.

A un gallese non dargli mai dell'inglese ne vale della tua incolumità... (scherzo, ovvio, ma su questo sono molto permalosi, credo co me se un napoletano lo scambiassi per un milanese....). I due tipi mi dicono che l’accoglienza che sto ricevendo è tipica dei gallesi e che non la potrei trovare ad alcun pub inglese. Gli credo sulla parola! Si è fatto tardi e dico che devo andare o magari è la mia testa che sta reclamando un po’ di aria fresca. Faccio per pagare, ma il ragazzo dietro il bancone mi dice che non devo pagare nulla. Mi giro per ringraziare i due amici gallesi ma loro non ci sono più.  E’ come se fossero svaniti nel nulla. Eppure non mi è sembrato che siano usciti. Chiedo al ragazzo se li ha visti uscire, ma questi mi guarda strano e mi dice che non c’è stato nessuno che ha bevuto con me. Non insisto. Esco sorridendo e penso che probabilmente è vero quanto si dice su certi posti: se ti capita qualcosa di bello anche se non sai se stai vivendo un sogno, vivilo pienamente, e non te ne pentirai mai.

 

 


Ok, ora passiamo alla cucina.

Con la Birra, si possono fare molte ricette: i risotti alla birra sono qualcosa da provare. Qui invece propongo un piatto di carne con la birra.

ARROSTO DI MAIALE ALLA BIRRA IN AGRODOLCE

per 6/8 persone

  • 2 kg di Arrosto di collo di maiale in rete (il collo di maiale rimane un po’ più grasso della classica arista, ma è senza dubbio più tenero e più saporito).
  • 1 bottiglia di birra rossa doppio malto da 66 cl.: lo so che vi sembra “sprecata”, che magari va data degna fine bevendola bella fredda, ma se mi date retta, vedrete che non ve ne pentirete (e poi chi l’ha detto che mentre la state usando per cucinare, non ne potete bere una uguale?...).
  • 4 scalogni (che non sono degli alimenti che portano sfiga ma sono simili alle cipolle, ma meno “forti”).
  • 2 cucchiai di miele di fiori di montagna (perché il gusto ci guadagna... ok, va bene la smetto con le battute...).
  • Succo di 4 mandarini spremuti.
  • 1 rametto di salvia fresca.
  • 1 manciata di pepe nero in grani.
  • Farina di grano duro.
  • Sale.
  • Olio extravergine d’oliva.

Infarinare bene l’arrosto e metterlo da parte. Scaldare bene sul fuoco un largo tegame, versarvi un po’ di olio, gli scalogni tagliati a metà e il rametto di salvia. Far soffriggere delicatamente e versarvi un bicchiere di birra e lasciar sfumare a fuoco medio. Adagiarvi l’arrosto, farlo leggermente cuocere per qualche minuto girandolo di tanto in tanto e salandolo. Unire la manciata di pepe nero in grani, il resto della birra e far cuocere, girandolo spesso, a fuoco lento con il coperchio per circa 1 ora.
Nel frattempo, scaldare in un pentolino il succo dei mandarini, unire il miele e farlo sciogliere a fuoco molto lento (questa salsa al mandarino non deve mai bollire). Salare leggermente e farla raffreddare a temperatura ambiente.
Togliere l’arrosto dal tegame e far raffreddare anch’esso a temperatura ambiente.
Filtrare il liquido di cottura e metterlo da parte.
Quando la carne si sarà intiepidita, togliere la rete e affettare (fette non grosse, meglio se si utilizza un coltello elettrico).
Sistemare le fette dentro un piatto di portata ovale ricomponendo la forma dell’arrosto originale. Versarvi sulle fette parte del liquido di cottura alla birra in maniera che ricopra tutte le fette anche al loro interno. Scaldare la carne con tutto il piatto di portata nel forno a 50 gradi per circa 15 minuti. Prima di servire, con un cucchiaio, versare sul piatto di portata la salsa al mandarino e miele a mo’ di guarnizione.
Il resto delle salse le potete portare in tavola, separate in salsiere diverse per chi volesse utilizzarle “in proprio”.

Buona Degustazione!

 
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