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RANDAZZO



RANDAZZO

Il 14 giugno 1958, sotto il segno dei Gemelli, nascevo a Randazzo, paese etneo della provincia di Catania. E' un paese a cui sono molto attaccato anche per le bellezze artistiche e paesaggistiche ampiamente riconosciute.


RANDAZZO
11674 abitanti
Carta Michelin

 

Piccola cittadina alle pendici dell'Etna, così vicina al vulcano da considerarsi quasi miracolata per non essere mai stata toccata dalla lava. Randazzo inizia a prosperare in periodo medievale (XII sec.). La sua fortuna continua fino al XVI sec, quando la politica fiscale dei sovrani spagnoli ed un'epidemia di peste mettono la città in ginocchio.

Randazzo potrebbe essere definita la città nera, nera di lava che viene utilizzata non solo per lastricare le strade, per sottolineare archi di porte e finestre (si veda ad esempio in corso Umberto, N° 100 l'edificio con belle bifore divise da colonnine tortili), ma che diviene la pietra base per costruire i monumenti, prima fra tutti la Chiesa di S. Maria.

Le origini del suo nome sono tuttora un mistero legato alla sua fondazione. Infatti, mentre per l'Amari deriverebbe da Randaches (o Randag), governatore bizantino di Taormina (sec. VIII), per la storiografia locale esso conserverebbe, invece, il ricordo dell'antica Trinacium (da Tiracia, città fondata da coloni greci) il cui nome, corrompendosi, sarebbe divenuto Rinacium, da cui Randadum.

Altri storici identificano Randazzo con l'antica città di Tissa, ipotesi suffragata da reperti archeologici rinvenuti nella zona e risalenti al periodo greco. Attraverso essa si sarebbe sviluppata la civiltà ellenica lungo la Valle dell'Alcantara (l'antico Akenises).

Della cittadina, che si trova a 754 m. slm, si sa per certo che fu abbastanza florida grazie alla sua posizione lungo l'antica strada Taormina-Palermo. Tale floridezza si accrebbe moltissimo durante la dominazione normanna, sveva e aragonese. Ma l'attuale città è di origine bizantina. Sino al sec. XVI vi si parlavano tre lingue: il greco nel quartiere San Nicola, il latino nel quartiere Santa Maria e il lombardo nel quartiere San Martino, essendosi la città formata dall'unione di tre differenti gruppi etnici; i lombardi, in particolare, vi erano giunti al seguito dei normanni. Randazzo ha conservato quasi interamente il suo aspetto medievale essendo stata sempre risparmiata dal vulcano pur essendo il comune più vicino al cratere centrale dell'Etna (15 km circa). Le tre chiese di S. Maria, S. Nicolo e S. Martino, ciascuna centro dei tre quartieri delle tre diverse popolazioni, funzionarono a turno annuale da Chiesa Madre sino al 1916 quando il titolo dì Matrice fu riservato a S. Maria. Da Randazzo si può far base per escursioni tra pittoreschi e bizzarri paesaggi lavici, tra cui la Valle dell'Alcantara, il Lago Trearie, il Lago Gurrida, A pochi chilometri da Randazzo si possono visitare i ruderi dì antiche chiese bizantine chiamate Cube.

Da visitare: il centro medievale, la chiesa normanno-sveva di Santa Maria (1217-1239), la chiesa di San Nicola, la chiesa di San Martino, Palazzo Lanza, l'ex Palazzo reale oggi Casa Lo Presti Panassidi, la Casa di S. Maria dell'Agonia, la Vìa degli Archi, le Porte medievali, il Castello svevo, il Museo di Scienze Naturali, il Museo della Civiltà Contadina (presso la chiesa di S. Maria della Volta) e quello Archeologico (il Vaglìasindi), l'ex feudo Sant'Anastasia, i Casotti di Santu Liu (Sant'Elia), la Riserva dell'Alcantara, il Lago Trearie, il Lago Gurrida. Il Castello di Maniace, sulla strada per Bronte, è un altro luogo da visitare: per la cronaca, è un castello che è stato di proprietà di Orazio Nelson, sì, il famoso ammiraglio inglese che, diciamo, si fece conoscere da Napoleone....

I sapori di Randazzo.

Randazzo, come molti centri siciliani, è davvero ricco di sapori, mi riferisco agli alimenti del territorio che lasciano un segno indelebile a chi ha l'opportunità di assaggiarli. Il vino che si produce si arricchisce di gusto e robustezza per una terra, di origine lavica, molto ricca di sali minerali.
Ma i formaggi di pecora, di capra ma anche vaccini, sono uno dei punti forti di Randazzo. La ricotta da grattugiare, il pecorino con il pepe in grani, la provola o caciocavallo: indimenticabili.

Il pane, di pura semola di grano duro dei mulini del territorio, arricchito nel gusto da un lievito naturale esclusivo, ha quella fragranza e sapore che non ti lascia indifferente anche se lo mangi da solo. Poi, se lo provi con il pecorino o la provola, beh... che ve lo dico a fa'...

Ovviamente, un altro punto forte sono i dolci. La tradizione dolciaria siciliana è forse tra le migliori italiane, come dire... qui si va sul sicuro!
Paste di mandorla e paste al pistacchio: nulla che possa reggere il confronto....
Ma sono diversi i dolci che si possono assaporare a Randazzo. E non parliamo dei gelati e delle granite.....

Maggiori informazioni su:

http://www.randazzomedievale.it/

http://www.prolocorandazzo.it

http://it.wikipedia.org/wiki/Randazzo

http://www.parcodeinebrodi.it/pagina.php?pm2=63&pm=13&idp=63&nw=1&nl=


 
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