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IL MIO DISCORSO DI FINE ANNO: 2014



IL MIO DISCORSO DI FINE ANNO: 2014

Il mio discorso di fine anno del 31 dicembre 2014 pubblicato su Facebook: una mia personale analisi su quanto accaduto nel corso del 2014 nella mia vita e nel mondo circostante.

 

Questo è il mio discorso di fine anno... Non sono in giacca e cravatta, ma sono in pigiama e ciabatte e dietro a me non c'è la bandiera dell'Italia, ma quella della Magica Roma... :-))

Il mio 2014...

Per quello che riguarda la mia vita, se proprio volessi descrivere in poche parole l’anno che sta finendo, direi che questo è stato l’anno del riscatto. Non è stato semplice, ma la mia testardaggine mi ha permesso di trovare quella stabilità nella salute che per un anno e mezzo avevo perso. Testardaggine, pazienza e tolleranza, soprattutto nei momenti in cui, vista l’inefficacia delle varie terapie a cui mi ero sottoposto, mi sentivo dire che il problema era di carattere emotivo e ho dovuto dimostrare che gli psicofarmaci, oltre a ridurti un’ameba o, nei giorni migliori, un bradipo, non ti curano l’ipertensione né tantomeno le cardiopatie. Alla fine la terapia corretta è stata trovata e lentamente ho risalito la china. Riscatto anche nei confronti della famiglia, in particolare dei figli, a cui avevo promesso di fare un viaggio insieme non appena sarei stato meglio. Così è stato: in primavera, viaggio a Parigi e, in estate, Grecia, ad Amorgos, stupenda isola delle Cicladi. Ho ritrovato quindi un equilibrio e ho scoperto i limiti oltre i quali sarei a rischio, ma che tutto sommato sono accettabili. Un equilibrio che mi ha permesso di riprendere la “penna in mano” e scrivere, un’attività che avevo interrotto per più di un anno.
Per quanto riguarda, invece, il mondo circostante, direi che il 2014 è stato un anno di confusione e di affanni. Sarà il periodo storico che stiamo vivendo, sarà la crisi economica, saranno gli effetti delle scelte dei nostri politici, ma ogni cosa, ogni evento, viene gestito dai protagonisti e vissuto da chi ne subisce le conseguenze, con disordine e con affanno. È come se si volesse rianimare a tutti i costi un sistema inerme che ormai è bello che andato, perdendo ulteriormente tempo e disperdendo risorse che potrebbero essere sfruttate diversamente e con più efficacia.
È stato un anno in cui le “guerre di religione” sono diventate sempre più cruente. Uccidere in nome di un dio o contro un altro dio, un altro credo religioso, farlo sfruttando l’enfasi mediatica dei video, è quanto di più disumano e crudele, perché porta le vittime a dover nascondere la propria fede o a doverla addirittura ripudiare. Malgrado la storia sia piena di questi episodi, stupisce il fatto che i cosiddetti paesi civili rimangono sempre inermi almeno finché queste guerre, queste violenze non colpiscono i loro interessi economici.
Un'ultima riflessione sull'anno che sta finendo è dedicata alla città dove vivo, Roma. Una città stupenda, unica, grandiosa, ma che forse ormai solo i turisti apprezzano. Per chi ci vive, è una città sempre più caotica, violenta, sporca, cinica, corrotta, in cui è palpabile giorno dopo giorno quella confusione e quell'affanno di cui ho parlato prima. No, non mi piace più viverci e non nascondo il mio desiderio di tornare in Sicilia quando avrò finito di lavorare (non manca tanto), per stabilirmi in un posto più tranquillo, o comunque più “umano”.

Il 2015 che vorrei...

Malgrado tutto, rimango sempre un inguaribile ottimista e quindi spero davvero che ritorni una stabilità economica che procuri serenità alle famiglie (ma anche ai politici…).
Abbiamo bisogno di pace, non mi riferisco alla pace universale, ma a quella pace interiore che ci permetterebbe di vivere con meno affanni facendoci apprezzare le “piccole cose”, accontentandoci, senza dover aspirare alle “grandi cose”. Credo che tutti ambiamo a raggiungere grandi obiettivi, ma se vogliamo recuperare serenità, dobbiamo partire dal nostro privato, dal mondo che ci circonda, dalle persone che ci sono vicine. Il resto poi viene da sé.
L’augurio che rivolgo a tutti, quindi, è di volersi bene. Non mi riferisco all'affetto verso gli altri, ma all'affetto verso sé stessi. Partiamo da noi: ciò non significa essere egoisti, perché è risaputo che se stai bene con te stesso stai bene anche con gli altri e allora verrà spontanea la condivisione e la solidarietà di cui questo mondo, questa società stanca e affannata non può fare a meno.
Per ultimo un invito, leggiamo! Un saggio, un romanzo, un'antologia, qualsiasi cosa ci aggrada, ma leggiamo. Sembra un invito banale, ma non lo è. Diceva il grande Ray Bradbury nel romanzo "Fahrenheit 451": «E quando ci domanderanno cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra».

Come l’anno scorso, aggiungo anche l’augurio di vivere con gusto che è l’unica medicina che ti permette di sentirti vivo !
Affettuosi e gustosi auguri a tutti e alle persone a cui volete bene !!


 
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