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SE IL BRANZINO STRIZZA L’OCCHIOLINO AL PROSECCO



SE IL BRANZINO STRIZZA L’OCCHIOLINO AL PROSECCO

Si dice che ogni piatto reclama un vino. Noi aggiungiamo che ogni buona pietanza richiama e reclama un ottimo vino: la qualità di un prodotto, di un piatto, di un vino, va rispettata sempre con coerenza se si vogliono garantire dei risultati eccelsi. Abbinare un buon vino a un ottimo piatto non è cosa facile, ma nemmeno così difficile.

 

Ogni ricetta culinaria esige d’essere egregiamente abbinata! Ragion per cui qualsiasi vivanda reclama il nettare bacchico più consono e appropriato. Del resto come potrebbe non esser così, giacché - da sempre - uno valorizza l’altro esaltandosi reciprocamente sino a materializzare l’incantesimo del rituale gustativo. Senz’altro uno dei più annosi sodalizi che l’uomo rammenti con piglio gioioso.

Certo, ogni accostamento va ponderato in ogni angolazione, senza lasciare nulla al caso. A tal proposito basti pensare al branzino che ho preparato per concedermi un goloso cadeau esaltandolo con delle eccelse patate al rosmarino. E, senza beceri e inutili formalismi, appelliamolo pure Branzino al forno con patate - sì da attribuirne una confacente qualifica de cuisine. Il branzino una volta ben mondato e squamato va “addobbato” con aromi e profumi rispettando così i lampanti dettami culinari. Successivamente il pesce è pronto per intraprendere la via del forno, ove “albergherà” all’incirca 35-40 minuti, benché sia la pezzattura pelagica a sancire l’esatta durata della cottura. Una volta pronto va sporziato con delicatezza, quindi servito con le fragranti patate rosolate.

Ad ogni buon pro, immersi in toto in quest’inebriante itinerario gustativo come tergiversare sulla scelta del vino? Pertanto, come nella migliore tradizione enoculinaria ecco giungere dal frigo il Prosecco frizzante Carpenè Malvolti. Et voilà, la bottiglia troneggia spavalda dinnanzi a me con il suo aspetto elegante e la familiare etichetta - fiero vessillo della maison di Conegliano Veneto (TV).

La danze gustative stanno per iniziare; vino e portata sono in pole position in attesa di offrire l’agognato godimento palatale. Versato il prosecco nel calice, il perlage si scatena senza indugi e remore, come del resto i suoi inebrianti aromi, il suo tattile bouquet, che si articola tra l’agrumato e il floreale più acceso conquistando narici ed anima. In bocca elargisce freschezza e sapiente armonia - deliziando egregiamente le papille gustative.

Va servito fresco tra i 6° e gli 8°, su questo versante non si transige. La temperatura del vino deve essere sempre rispettata: mai troppo gelato né a temperatura ambiente, poiché sarebbe un avvilimento ingiustificabile nei confronti della dorata-bevanda! Ammaliante il “meeting” tra il Prosecco DOC Frizzante Spago Carpenè Malvolti e quest’appetitosa declinazione marina - all’insegna Branzino&Patate.

Ah, prima di salutarci: un aspetto senz’altro accorto è di lasciare un po’ di vino per la conclusione del lauto pasto, così da serbare in bocca gli umori e la verve dell’ambrosia firmata Carpenè Malvolti. Va da sé che in ogni degustazione dedicata al vino la moderazione è sempre necessaria e vivamente raccomandata - segno concreto di lungimiranza e saggezza.

S.B.

 
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