Wilbur Smith

IL DESTINO DEL CACCIATORE

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È la vigilia della Grande Guerra, tra afflati nazionalisti e ambizioni imperialistiche. Leon Courteney, nipote dell'alto ufficiale britannico Penrod Ballantyne, è un giovane e valoroso sottotenente dei King's African Rifles. Ma appena gli è possibile Leon si dedica alla passione di sempre, la caccia grossa, avvalendosi del suo speciale rapporto con i masai. Primo fra tutti il fedele e coraggioso sergente Manyoro, cui è legato da un forte sentimento d'amicizia, presto tramutato in vincolo "di sangue guerriero". Grazie anche alla collaborazione dei masai e alla loro straordinaria conoscenza del territorio, Leon diventa una guida esperta di personaggi importanti e facoltosi, tra i quali spicca un ospite d'eccezione: il presidente americano Theodore Roosevelt. Nella natura incontaminata e selvaggia, si susseguiranno epici incontri con gli animali più fieri e pericolosi della savana. Ma l'appartenenza di Leon all'esercito di Sua Maestà lo porterà a essere protagonista di un gioco molto rischioso, di portata internazionale. In un crescendo si riveleranno i diabolici intrighi con cui, dal cuore profondo dell'Africa, magnati, avventurieri e nobildonne sembrano decidere le sorti del Vecchio Continente; a cominciare da un misterioso conte europeo che è anche un industriale di aeromobili e veicoli. Sarà però l'incontro con una donna bellissima ed enigmatica a cambiare per sempre il destino di Leon, ormai conosciuto come il più grande cacciatore del continente.

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Don Luigi Di Liegro

SPORCARSI LE MANI

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« Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere »

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Uno dei primi piatti più famosi della cucina toscana e non solo. Se proprio vogliamo essere puntigliosi, ogni regione italiana può vantare una propria tradizione di preparazioni a base di carne di cinghiale. In particolare nelle regioni centrali, l'abbinamento pappardelle / cinghiale è piuttosto diffuso. Qui presento una ricetta da me elaborata che si ispira alla tradizione toscana che vuole che la polpa di cinghiale non venga macinata, ma preparata con il coltello. Rispetto alla ricetta originale, non utilizzando nella cottura la marinatura, il risultato è un gusto più delicato. Buona Degustazione !

 



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Aiutiamo l'Associazione Kim Onlus che sta vivendo un'emergenza nell'emergenza.
Dal 1997 l’Associazione Kim onlus si occupa – in completa gratuità – di accoglienza, tutela e ospedalizzazione di minori italiani o stranieri gravemente ammalati, che vivano in condizioni di disagio economico e sociale, spesso provenienti da Paesi in guerra o da Paesi senza strutture sanitarie adeguate. Segue il minore, accompagnato dalla madre, in tutto il percorso: dalla richiesta d’aiuto all’ingresso in Italia se straniero, ai contatti con gli ospedali, e ospita e sostiene il nucleo famigliare nel suo centro di accoglienza.
La situazione è drammatica perché gli ospedali sono saturi e molti interventi programmati per i bambini sono stati rinviati. I rientri nei Paesi d’origine sono sospesi per via dei blocchi aerei, le permanenze in Casa di Kim si allungano e i costi per l’accoglienza salgono a dismisura. In queste condizioni l’Associazione KIM rischia di fermarsi. I BAMBINI RISCHIANO DI RIMANERE SOLI, SENZA AIUTO.
Si può contribuire con un bonifico (IBAN: IT35Y0200803284000102791608) oppure online cliccando qui o sull'immagine.
Grazie per quanto potrete fare.



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Il mio contributo per ricordare che viviamo in un Paese bellissimo messo a dura prova. Niente e nessuno però potrà fermarci e presto torneremo a suonare e a ballare nelle piazze.




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Il coronavirus non sta colpendo soltanto la nostra immunità fisiologica, ma soprattutto la nostra umanità. Il covid-19 ci sta isolando, ci tiene lontani dagli affetti, dalle amicizie, da quello che ci ha sempre distinto come esseri viventi: la socialità. L’uomo è un’animale sociale, lo siamo sempre stati fin dall’inizio e senza “l’altro”, siamo nessuno.

Abbiamo bisogno di percepire il contatto fisico dell’”altro”, abbiamo bisogno della sua mano, del suo respiro, dei suoi abbracci, del suo sguardo.
Il problema è che il bastardo ha trovato terreno fertile nell’isolarci, perché di fatto prima del suo arrivo, vivevamo già isolati, se non del tutto, direi spesso e volentieri. Gli attuali strumenti tecnologici di comunicazione, telefono, chat, social, video, ecc., ci impediscono quel contatto fisico di cui abbiamo bisogno come fosse del cibo. È accaduto che nel tempo ci siamo assuefatti a questa situazione e, magari in maniera inconsapevole, abbiamo ritenuto che possiamo fare a meno del contatto con l’”altro”.



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Una ricetta fantastica che onorerà i grandi momenti. La Ricciola (Seriola Dumerilli) è un pesce azzurro dalle carni prelibate, sode e rosate e dal sapore delicato e fragrante, che vive sia nel Mediterraneo sia nei mari oceanici. Non ha molte lische e ha poche calorie. Per questo piatto ho utilizzato i filetti di ricciola per la preparazione sia del ripieno dei ravioli sia del condimento a base di pomodorini e gamberetti. Il risultato è stato notevole. Buona Degustazione !!



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Una ricetta semplice a base di una crema all'arancia che donerà alle fettuccine un sapore particolare e originale. La mia ricetta utilizza i dadini di prosciutto cotto, ma è ottima anche utilizzando in alternativa i gamberetti sgusciati oppure senza aggiungere altro, perché la crema già da sola è un ottimo condimento per la pasta. Ora basta alle ciance e mettiamoci all'opera!



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La base della Gricia, quel piatto fantastico della cucina romana, la conosciamo tutti: Guanciale e Pecorino. Si tratta della stessa base dell'evoluzione della Gricia che ha creato la Matriciana. Tutto sommato, però, potremmo andare oltre e con un po' di fantasia potremmo creare altre sfumature di Gricia, magari anche 50 Sfumature di Gricia...
Qui presento una mia sfumatura utilizzando un altro ingrediente della cucina romana, i broccoli romaneschi, che dopo essere stati lessati, vengono ripassati in tegame e uniti al guanciale e al pecorino ottenendo un piatto fantastico. Ma non anticipiamo troppo: pronti? Via!



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"Dall’America all’Europa all’Italia sembra uscire allo scoperto, fomentato da politici e media irresponsabili e amplificato dai pareri espressi sui social media, un clima aperto di razzismo e xenofobia, come se l’espressione di odio razziale nei confronti dei migranti o delle minoranze, anche con linguaggi e gesti violenti, non fosse più un tabù ma una legittima opinione." Scrive così Vittorino Andreoli, famoso psichiatra italiano nonché scrittore e poeta. Le parole di Andreoli mi hanno colpito molto e mi hanno ricordato "Er nemico", una famosa poesia di Trilussa che, pur scritta nel 1919, appare  drammaticamente attuale.



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[Virgilio, Eneide, Libro I 538-543]: "Huc pauci vestris adnavimus oris. Quod genus hoc hominum? Quaeve hunc tam barbara morem permittit patria? Hospitio prohibemur harenae; bella cient primaque vetant consistere terra.
Si genus humanum et mortalia temnitis arma, at sperate deos memores fandi atque nefandi.”

 "In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge. Ma che razza di uomini è questa? Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra.
Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli dèi, memori del giusto e dell’ingiusto."



Letture consigliate

Roma 28 settembre 2003. La città, come il resto dell’Italia, è vittima di un black-out senza precedenti. Intorno a piazza del Campo de’ Fiori decine di personaggi vivono il proprio buio, mentre sullo sfondo di ognuna delle loro vicende, aleggia l’assenza di una donna elegante e solitaria, che tutti hanno visto, ma nessuno conosce veramente. Che fine ha fatto la Contessa del Campo de’ Fiori?
Un progetto letterario a cui ho partecipato volentieri insieme ad altri amici autori e che Edizione Il Vento Antico
ha curato e pubblicato la seconda edizione. 





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